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Recensione de “L’Italia attraverso gli occhi degli scrittori russi”, di L. Torresin

Il Bel Paese visto attraverso gli occhi di alcuni dei grandi maestri della letteratura russa ha una fascinazione unica sul lettore italiano. Linda Torresin riporta i viaggi e i soggiorni di scrittori russi più o meno noti al nostro pubblico, dandoci una panoramica suggestiva di come i russi abbiano visto (e vedano) l’Italia.

Recensione a cura di Giordana Carbone

 

L’Italia è da sempre uno dei Paesi che più affascina e attira turisti da tutto il mondo. E’ apprezzata per la sua cultura e in particolare per l’arte di uomini che hanno lasciato per sempre la loro impronta in città tra loro diverse per struttura e tradizioni ma accomunate, col tempo, da un fattore: la bellezza.

Se è vero infatti che, come un personaggio della letteratura russa ebbe a dire, “la bellezza salverà il mondo”, la sensibilità e il gusto di qualsiasi popolo per il bello porta i suoi membri là dove il mondo si presenta integro, il paesaggio armonioso, quasi sublime, e l’architettura lascia senza parole.

Linda Torresin, in questo testo, strutturato con una significativa divisione per città e periodi, ci porta in un viaggio che segue le tappe di autori russi alla ricerca della “salvezza”, quindi del bello.

Per i russi, in modo particolare, l’Italia continua ad essere una delle mete predilette per viaggi di ogni tipo. Questo popolo trova forse l’espressione migliore del proprio piacere e dell’incanto di fronte alla bellezza del Bel Paese nelle parole di chi, dall’Ottocento a oggi, le ha dedicato pagine e pagine di commenti, elogi, impressioni che hanno portato alcuni di loro a soggiornarvi per lungo tempo o a vivervi.

Linda Torresin
"L'Italia attraverso gli occhi degli scrittori russi. Dall'Ottocento al Duemila". Eiffel edizioni, 2020.

L’introduzione alla lettura ci fornisce un’ampia visione sulla storia della letteratura russa del periodo preso in esame, fornendo quindi gli strumenti necessari al lettore, ne sia egli già fornito o meno, per intraprendere il percorso che in quattro tappe lo porterà da Venezia a Napoli.

Ogni capitolo, dedicato a una città, è evocativo già dal titolo stesso che porta, in quanto riassume o riporta le stesse parole dei poeti che ne hanno cantato le lodi. Ecco che Venezia diventa la “città del sogno”, Firenze quella dell’arte, Roma della memoria e Napoli perfino la “città della vita”.

Anche il motivo di questi appellativi diventa presto molto chiaro: le citazioni di introduzione a ogni capitolo e le frasi degli scrittori russi che in quelle città hanno vissuto o vi hanno dedicato o ambientato le proprie opere evocano immediatamente atmosfere generalmente ben note al lettore italiano, che viene subito toccato nel profondo dalle descrizioni fatte attraverso gli occhi degli scrittori russi. Lo stesso scopo è raggiunto anche da una ben dosata quantità di immagini pregnanti e altrettanto evocative: il lettore italiano, attraverso lo sguardo dell’Altro, un Altro così lontano eppure adesso così vicino, riconosce la propria casa e apprezza più profondamente le proprie radici.

Mi sembrava di aver rivisto la mia patria, dalla quale ero mancato per molti
anni, ma in cui erano vissuti solo i miei pensieri. No… non avevo visto la mia
patria, ma la patria della mia anima, dove l’anima mia viveva già prima di me,
ancor prima che io venissi al mondo…

(Nikolaj Gogol’ su Roma)

Gogol' Italia
La targa commemorativa dedicata a Gogol' in via Sistina.

Qualunque sia la conoscenza letteraria di chi affronta questo meraviglioso viaggio, egli ha qualcosa di nuovo da scoprire a ogni tappa.  Potrebbe trattarsi di un autore nuovo che non conosceva, ad esempio il primo dell’opera, Ivan Kozlov, oppure un romanzo ambientato nella propria città, come “Il vicolo
senza Dio” (Bezboznyj pereulok) di Marina Stepnova, o, ancora, perfino nuovi angoli o monumenti di una città che non aveva visitato.

In ogni tappa siamo accompagnati da tre diversi autori: il primo è uno scrittore dell’Ottocento, il secondo del Novecento, il terzo degli anni Duemila. Tra questi dodici autori troviamo: il premio Nobel per la letteratura Josif Brodskij, che lasciò il cuore nella sua Venezia; uno dei più celebri scrittori mondiali, Dostoevskij, che nei suoi viaggi all’estero non mancò di visitare l’Italia, in particolare Firenze; Gogol’, spiritualmente legato a Roma come pochi, o Ivanov, che in Italia visse per decenni; Turgenev o Gor’kij a Napoli.

La mole di informazioni, di cultura e di amore per l’Italia che l’autrice Linda Torresin ci regala ci spinge a riflettere e a guardare questo Paese con occhi diversi. Come ci spiega Torresin, infatti, è proprio ciò che è avvenuto nella vita di questi scrittori:

L’aspetto interessante dell’avvicinamento dei russi allo spazio estetico italiano è che questo stesso spazio li stimola a guardare il proprio paese con occhi diversi. L’immersione in un’altra civiltà apre infatti nuove prospettive di lettura della propria: ecco perché scrittori come Dostoevskij, Gogol’ o, per arrivare fino alla modernità, Stepnova e Šiškin, a contatto con l’Italia sentono l’esigenza di riflettere sui destini della Russia e di interrogarsi sulla loro identità personale di uomini, letterati, cittadini, espatriati.

 

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